Monaci camaldolesi di s. Gregorio al Celio

“Nulla al di fuori di Dio basta all’anima che cerca veramente Dio”
(Papa Gregorio Magno)

 

 

 

 Testi e Massime di

san Gregorio Magno Papa:

 

Festa di s. Gregorio Magno 2017

Tutti gli amici sono invitati con grande gioia a celebrare con noi la festa di S. Gregorio Magno nella tradizionale data del 12 marzo. Il Card. Francesco Montenegro, Titolare della nostra chiesa, presiederà la S. Messa alle ore 11,30 e in seguito celebreremo i Vespri Solenni alle ore 18,30 insieme alle Monache Camaldolesi del Monastero di s. Antonio Abate, ai quali seguirà un momento di agape fraterno con tutti gli amici presenti.

 

La congregazione camaldolese coniuga la dimensione comunitaria e quella solitaria, espressa, architettonicamente, dalla presenza, nella stessa struttura, sia dell’eremo che del monastero. Questa comunione di vita comunitaria ed eremitica è espressa anche nello stemma, formato da due colombe che si abbeverano ad un solo calice.

logo_colombe

Il motto è “Ego vobis, vos mihi” (traduzione dal latino: “Io sono te, tu sei me”).
Dopo il Concilio Vaticano II, grazie all’attenzione al cristianesimo orientale, le comunità Camaldolesi sono tornate ad essere luogo privilegiato per il dialogo ecumenico e, attraverso l’organizzazione degli annuali Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli, del dialogo ebraico-cristiano.
Casa madre della congregazione è l’Eremo di Camaldoli presso Arezzo. Essa è punto di riferimento di dieci comunità maschili presenti in Italia, Stati Uniti d’America, Brasile e India.
Il Monastero risale a San Gregorio Magno (604) che trasformò la sua casa paterna in Monastero nello spirito di San Benedetto. Da qui il pontefice Gregorio inviò a Sant’Agostino ad evangelizzare l’Inghilterra (597). Proprio per questo si è creato uno stretto rapporto fra il Monastero, la Gran Bretagna e la Chiesa anglicana. Nel 1573 papa Gregorio 13º affidò il Monastero alla congregazione benedettina camaldolese alla quale si deve la ristrutturazione della Chiesa e del Monastero (1725-34). La comunità monastica del secolo scorso, dopo le requisizioni ecclesiastiche attuate dallo Stato italiano, vive nella rettoria dove continua l’opera di assistenza ai diseredati. Vi è attivo anche il centro madre Teresa di Calcutta. La Chiesa ha un aspetto barocco, con tre navate divise da 16 antiche colonne, e conserva la stanza di San Gregorio con la sua sedia episcopale e il piano di marmo su cui dormiva. La cappella Salviati, ultimata dal moderno nel 1600, ha sulla sinistra un bell’altare in marmo di Andrea Bregno (1469). Le cappelle di San Silvia, di Santa Barbara e di Sant’Andrea costituiscono un complesso architettonico di rara armonia, i cui affreschi, recentemente restaurati, sono opera del Reni, del Domenichino, del Pomarancio e del Viviani (17º secolo).

La comunità monastica si adopera per offrire a tutti coloro che lo desiderano il refrigerio spirituale della Lectio Divina e della lode liturgica. Tutti possono assistere alle messe (ore 11,30 festivo, ore 18,30 feriale), ai vespri  19.00 e alle lodi 7.00. Il sabato sera prima del canto dei Vespri, la comunità condivide la Lectio divina  comunitaria assieme ai laici alle ore 18.00. Durante l’anno sono organizzati incontri di spiritualità e di teologia intitolati tra cui gli “Incontri Celimontani” che si svolgono ogni terzo giovedì del mese alle ore 18.00.

San Gregorio Magno si festeggia il 12 marzo.

Vi è una piccola rivendita succursale della farmacia di camaldoli, che vende produzioni tipiche dell’artigianato monastico.

Presentazione dei volumi "Cristianesimo" di Raimon Panikkar San Gregorio al Celio in Roma - Sabato 9 aprile 2016

Interventi:

p. Innocenzo Gargano

Riflessioni di un teologo sul Cristianesimo di Panikkar” 

Raniero la Valle

“Che direbbe Panikkar di Papa Francesco?”

Danza indiana di Roberta Anici

il Risorto

Grazie molte per la Vostra accoglienza.
Non è facile comprendere un mondo semantico così diverso e io, ove mi è
permesso, sono solita dare una chiave di lettura prime di danzare. La Passio in
quanto tale non necessita di spiegazioni, evidentemente, ma il significato dei
gesti usati nella pantomima sì. Ho sentito in ogni modo una partecipazione molto viva.
Il pavimento ricreava le condizioni dei disegni mistici che si fanno in India
nell’area sulla quale si danza, per delimitare lo spazio sacro, con festoni
geometrici e ricorrersi di quadrati e tondi. Nelle prove, venerdì pomeriggio, mi
sono sforzata di tenermi in corrispondenza dei disegni musivi.
Devo dire che è stata una grande emozione !
Un caro saluto nella sfolgorante energia del Risorto ! Roberta

  IMG_6363Cronache di don Bonifacio


10 Ottobre 2016

Una estate assai tranquilla se non fosse avvenuto il tragico terremoto del 24 Agosto nel centro Italia, in alcune province del Lazio,Umbria e Marche. Tragiche le conseguenze per alcune centinaia di morti e la distruzione di interi paesini aperti alla vita. Le zone sono sismiche, come la maggior parte dell’Italia, ma la negligenza, la non prevenzione, non per mancanza di soldi  o di direttive, ma per la disonestà di uomini e imprese, abbiamo queste conseguenze dolorose. Infatti le tecniche moderne, se ben applicate, possono evitare l’implosione dello stabile e salvare la vita.

Un motivo di conforto lo abbiamo avuto il 4  Settembre per la canonizzazione in P.za S. Pietro di Madre Teresa di Calcutta.Un programma molto bello ed esteso anche alla Chiesa di S. Gregorio ove il 7 e 8 Settembre si avrà la venerazione delle sue reliquie. Alcuni nostri confratelli hanno avuto anche il biglietto per partecipare alla celebrazione solenne in piazza S. Pietro il 4 Settembre. Offre conforto questo evento perché, madre Teresa, ha scoperto l’uomo, portandogli l’amore e la tenerezza di Dio,nelle pieghe più profonde della sofferenza e della emarginazione. Un vero soffio della misericordia e della vicinanza  di Dio su  tanta umanità sofferente.

Un altro giorno di conforto è stato la professione monastica solenne di suora Maria Luisa consorella di San Antonio. La Cappella era gremita di tana gente, tante consorelle, confratelli.  Commovente per tutti i  monaci e monache è stato il canto del “ Ricevimi Signore.” Perché noi tutti ricordavamo il giorno della consacrazione monastica. La celebrazione  è stata presieduta dal nostro padre Generale Don Alessandro Barban. Il tutto si è compiuto con un bel pranzo nei prati del giardino del monastero.

            Interessante in oltre l’avvenimento della sera del 5 ottobre in cui si è avuto nella nostra Chiesa di S. Gregorio l’incontro Ecumenico tra il Papa Francesco e l‘Arcivescovo di Canterbury, Primato della Chiesa Anglicana. La cerimonia avvenuta in modo molto grandioso per il gran numero di persone  incominciando da cardinali e vescovi e grande presenza della comunità anglicana. Alla fine a tutti noi monaci e monache Camaldolesi è stato concesso di salutare brevemente il Papa e il Arcivescovo di Canterbury. L’episodio, avvenuto anche con Giovani Paolo II e Benedetto XVI, è un segno del cammino comune verso l’unità visibile della Chiesa. Inoltre di grande conforto per noi Camaldolesi di San Gregorio perché questa Chiesa ha dato la fede cristiana ai popoli di Inghilterra.

Con soddisfazione spirituale la sera del 8 ottobre abbiamo celebrato nella nostra Chiesa di San Gregorio i vespri solenni, insieme con le consorelle Camaldolesi e tanta presenza di amici, l’apertura della “Lectio Divina.”    b.f.